Bilancino delle elezioni

Bilancio delle elezioni, senza dubbio un risultato con mille sfaccettature. Sconfitti vincenti e vincitori perdenti potrebbe esser il titolo di questo intervento.

La Lega perde quasi ovunque, tranne in Veneto, il confronto col PDL, ma cresce e in vari casi triplica i voti, mentre la gang di B. ne perde ovunque. B. e le sue sparate non bastano più a raccoglier consensi bulgari, ma la strada del declino è certo iniziata ben prima di questi week end.

Il Partito dell’amore è alla frutta (deve pagare i disoccupati per riempire le piazze, lontani i bei tempi del predellino…) e i sui sostenitori sembrano ridursi a due componenti: i fedelissimi ideologizzati e pressoché irrecuperabili, quelli che seguirono il Duce nella fuga dalla Prefettura di Milano insomma, e il blocco di clientele affariste, amicizie interessate, legami più o meno evidenti col crimine organizzato che non hanno bandiera, staranno con lui fino a che converrà starci, e poi via verso migliori lidi. Mastellomani, bertolasomani, cosentinomani insomma.

La caduta avvantaggia la Lega, la cui “nuova” e “inattesa” proposta è il famoso federalismo per il quale doveva aspettare queste regionali, dato che 3 governi sono passati in un batter d’occhio e c’erano tante altre cose da fare.

Il Movimento 5 stelle trionfa dove c’erano le condizioni per trionfare, cioè in Emilia e Piemonte, non a caso le regioni dove già l’anno scorso era entrato nei comuni e si era diffuso “istituzionalmente” sul territorio. Il buon lavoro nei consigli in questi 9 mesi ha dimostrato che i grilli ci sanno fare e che le idee ci sono eccome, e questa è stata la miglior campagna elettorale che si potesse avere. Dove invece il Movimento non aveva partecipato sensibilmente alla tornata elettorale di giugno 2009; Lombardia, Veneto, Campania, il grande impegno degli attivisti non è stato sufficiente a sfondare, hanno scontato l’immaturità si può dire. Il bravo Fico in Campania non è bastato da solo a catalizzare l’onda di repulsione verso De Luca.

Un trionfo e una utilissima lezione per il futuro, che conferma la regola autoimpostasi: si parte dal basso e li si sgobba, poi si sale col coltello tra i denti, un inarrestabile schiacciasassi più che una veloce e fragile Ferrari.

Ipocriti come sempre giornali e tv, tutti a elogiare il Movimento 5 stelle per aver avuto successo nonostante la censura dei media, ma non erano proprio loro i media che fingevano non esistesse? È un’ammissione di colpa?

Il PD perde ma non crolla (nonostante l’impegno…). Magari da uno strepitoso Vendola in Puglia ne trarrà anche qualche insegnamento. Di certo a Reggio non partono bene, il candidato più giovane è già professionista della politica, ed è anche arrivato ultimo nelle preferenze.

Di notevole spessore la conclusione dell’analisi del voto: “la Lega vince perché è radicata sul territorio”, esattamente quello che dicono dopo ogni disfatta. Sbagliando si impara, ma solo a memoria… Che altro? La Bresso perde elezioni e 200.000 voti sul 2005, ma la colpa è di Grillo che ne ha presi 90.000, ma i 110.000 che mancano dove sono finiti?

Sinistra&co.: AAAA si affittano cabine del telefono attrezzate per congressi.

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Una risposta a Bilancino delle elezioni

  1. Fantini Paolo ha detto:

    Per fortuna che ci sei tu che sai dirci dov’e’ l’Ecuador…!!!!!! come faremmo senza di te!!!! Facciamo come quelli di Faenza…che fanno senza.

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