Bosco all’aeroporto, il Comune conferma l’ok

A due anni dalla consegna al sindaco Delrio delle 7000 firme raccolte a sostegno della proposta di costruire un bosco nella zona antistante l’aeroporto, si è tenuto nei giorni scorsi un incontro tra i promotori dell’iniziativa e l’assessore all’Urbanistica Ugo Ferrari.

La petizione, che aveva riscosso numerose adesioni e un grande successo tra la cittadinanza, mirava, nello specifico, alla realizzazione di un grande bosco urbano, per una superfice di più di 100 ettari, nella zona compresa tra l’aeroporto e la ferrovia, da via dell’Aeronautica a Villa Curta.

Il sindaco Delrio aveva all’epoca accolto le richieste di “Resistenza Verde”, storica associazione ambientalista fondata e tuttora animata da Paride Allegri, che per prima aveva lanciato l’idea, e le prime centinaia di piantine erano state messe a dimora nei terreni gestiti dai volontari dell’associazione “Un punto macrobiotico”, che curava già un bosco urbano su parte della superfice interessata, rimandando ogni futura attività di rimboschimento a dopo l’adozione del Psc, avvenuta nei mesi scorsi.

L’assessore Ferrari, durante l’incontro con i rappresentanti dei gruppi promotori (Alessandro Marmiroli per “Resistenza Verde”, Giovanna Boiardi per l’associazione “Il Gabbiano” e Sabino Cadregari per il “Punto macrobiotico”), ha confermato la volontà del Comune di dar vita ad una grande area boschiva alle porte della città, impegnandosi a valutare, essendo i terreni per la maggior parte di proprietà privata, le diverse possibilità d’intervento da concordare con i proprietari. Tali possibilità vanno dall’acquisto di parte della superficie alla realizzazione di un “parco campagna” sulle aree coltivate, per le quali il Psc prevede il mantenimento della vocazione agricola.

Per i promotori, l’area dovrebbe esser resa più fruibile dalla cittadinanza della zona tramite il collegamento diretto, ad esempio con un sottopassaggio, con il parco storico del San Lazzaro, e gli accessi non autorizzati degli autoveicoli per la strada sterrata oggi presente che attaversa tutta la zona parallelamente alla ferrovia dovrebbero essere limitati.

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