I compagni rancorosi

Fino a quando, tovarish, ci terrete il broncio? E fino a quando eviterete di guardare in faccia la realtà, fingendo di credere che la colpa della disfatta delle varie sinistre rosse e sfumate sia colpa dei grillini che vi hanno messo i bastoni tra le ruote? Sia chiaro, sono entrambe domande retoriche, perché di un eventuale inizio di autocritica da parte vostra, a chi scrive non può fregar di meno.

E che questo inizio sia ancora al di la dal venire lo si può intuire dal bislacco articolo comparso l’altro ieri sul Manifesto, tratto da un più ampio reportage pubblicato su Micromega. Insomma le testate d’elezione di molti professorini e spocchiosi intellettuali della domenica, che se non campassero grazie ai ricchi contributi pubblici all’editoria, finirebbero se gli va bene a scrivere le inserzioni pubblicitarie sulle riviste di gossip.

L’articolo di tal Stefano Milani si apre con un taglio apparentemente favorevole: i nostri risultati elettorali messi a confronto coi “partitini” pieni di arroganza ma scarsi a voti della “sinistra che fu”, ma passano poche righe e già vediamo le reali intenzioni del soggetto: pescare nel torbido, mescolare le carte, confondere le idee e creare ad hoc dei “casi”, in quanto, sfortuna sua, non abbastanza bravo per cercare a fondo, vere notizie. Cosi non può, il pover uomo, far altro che scopiazzare i triti clichè antigrillini da qualche altro giornaletto “rosso”, mascherandoli dietro una parvenza di seria analisi politica.

E cosi si denuncia un nostro dilemma, di per se vero, cioè le prese di posizione su alcuni importanti temi che finora non sono stati al centro della nostra attenzione. Ma no, mica parliamo di temi etici, aborto, nozze gay o di guerra all’Afghanistan, secondo Milani caschiamo sul tema immigrazione. Lo stile dell’inchiesta è quanto di meglio la scuola di giornalismo berlusconiana abbia saputo produrre in questi anni: frasi a casaccio, decontestualizzate e interpretate a piacere, scopiazzate qua e la nel blog di Grillo, rimesse insieme in un patchwork di fantasia per smascherare un appiattimento del Movimento sulle grezze posizioni leghiste in materia.

La frase riportata «Un paese non può scaricare sui suoi cittadini i problemi causati da decine di migliaia di rom della Romania che arrivano in Italia», è, cosi isolata, un apparente giudizio glaciale sugli immigrati, ma rimessa al suo posto, nel post da dove è impunemente tratta, recupera il suo significato originario di accusa ai politicanti italici che non hanno saputo, o voluto, gestire seriamente e coscienziosamente il fenomeno dell’immigrazione, lasciandolo incontrollato, anarchico… Va da se che Grillo si riferiva, all’epoca, al moribondo Governo Prodi, cosa che deve aver provocato un travaso di bile al nostro Milani, giornalista con la schiena dritta.

Il meglio però il castigamatti lo raggiunge poco più avanti, quando ha la bella idea di puntare il ditino contro di noi, si proprio noi di Reggio Emilia! La nostra colpa?  Chiedere «il potenziamento della polizia municipale, il contrasto delle situazioni abitative illegali e dei campi nomadi, l’autocontrollo dei cittadini». Insomma, l’accusa è chiara, vista l’intenzione di militarizzare la città e cacciare a calci rom&co. siamo pappa e ciccia con la Lega! Deduciamo quindi che ai saccentoni del Manifesto stanno bene i campi nomadi abusivi, privi di igiene, di servizi, collocati nei bassifondi con le fogne a cielo aperto… Che bello tutto ciò, che non turba affatto le coscienze dei perbenisti ex-compagni che possono cosi andare a portar la loro “solidarietà” nei malsani campi e farsi belli per i fotografi al seguito! Mentre il progetto Campine, per la realizzazione di aree più comode, decorose e vivibili, gradito oltretutto dalla stessa comunità nomade, è roba da Terzo Raich. Forse Milani ignora, o gli fa comodo fingerlo, che si tratta di un progetto di una maggioranza rossa…

Si prosegue ed ecco arrivare il piatto forte: lui! Il mitico BALLEstrazzi di Modena, l’unico consigliere grillino che della lotta darwiniana per la Poltrona (con P maiuscola) ha fatto questione di vita o morte, riuscendo, dopo aver per mesi dato un penoso spettacolo di se, a farsi sbatter fuori dal movimento con pubblica, e meritatissima, gogna sul blog di Beppe. Ma va da se che al prode Milani non interessano i fatti che hanno portato a ciò, ma solo trovare nella vicenda il gancio giusto per svelare “spaccature” nel Movimento. Evidentemente non gli bastano quelle nella sinistra, mal comune mezzo gaudio è il motto che gli gira per la testa?

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