Alle armi, siam tornati!

Nei gruppi di debosciati sub-acculturati, la leadership solitamente la conquista il più forte o il più violento, oggi come millenni fa, quando i primi capi villaggio erano scelti tra i guerrieri più valorosi. Da qui la necessità di mostrare tutta la propria forza e aggressività per guadagnarsi il rispetto dei compagni. La cosa aveva certo un senso all’epoca, dove la sopravvivenza dipendeva dalla capacità di difendersi.

Oggi sono certamente più importanti altre qualità per emergere in una comunità, a meno che, appunto, non si tratti di un’ammucchiata di trogloditi come l’attuale governo Lega-PDL.

Sarà la concorrenza del Ministro del Manganello&Quiete Pubblica Maroni o l’implacabile passare degli anni, ma gli squadristi della vecchia scuola stanno perdendo smalto e terreno. Cosi, mentre Maroni guida all’attacco dei pacifici dimostranti le gazzelle della polizia armate di tutto punto, il vecchio La Russa per rivivere le emozioni di gioventù e mostrar la propria virilità, non può far altro che spintonare un intruso alla conferenza stampa del ducetto, il secondo, che ha deciso di servire.

Non volendosi però veder superato da un leghista qualsiasi, La Russa gioca il tutto per tutto, pure la reputazione, e alla combriccola di poliziotti stressati dagli strepiti di un azzannatore di loro caviglie tenta di contrapporre la sua ultima trovata: la “mini naja” pare si chiamerà (Opera Nazionale Balilla era già stato usato). 20 (VENTI) milioni di euro saranno stanziati dalla Manovra finanziaria per permettere a giovani tra 18 e 30 anni di partecipare a corsi di addestramento militare con annesse esercitazioni con armi da fuoco. Cioè quanto serve, secondo il fantasioso ministro in cerca di manodopera, per “la diffusione dei valori e della cultura della pace e della solidarietà internazionale tra le giovani generazioni”…

Cosi, mentre le forze dell’ordine sotto organico non hanno benzina per le auto, la scuola pubblica viene progressivamente demolita in favore degli elitari istituti privati, i tagli selvaggi mandano gambe all’aria l’università e le carriere di tanti aspiranti ricercatori che si tenta di trasformare in co-co-qualcosa a vita, le poche risorse che si potrebbero destinare alla lotta alla criminalità e all’istruzione pubblica vengono gettate per permettere a qualche bellicoso ragazzino di giocare al soldato e a La Russa per fingersi il novello Napoleone.

Si azzarda in questa sede una modesta proposta di buon senso: dato che il diritto di far quel che si vuole del proprio tempo libero non si nega a nessuno, è possibile che gli eventuali interessati a questa parodia della naja paghino di tasca loro una retta per il periodo del corso, invece di scaricare sulla collettività i costi dei propri passatempi? Chissà che invece di buttare 20 milioni di euro, lo Stato non riesca invece a guadagnarci qualche cosa da reinvestire dove vi è davvero bisogno.

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