Saviano, Grillo, Travaglio & co.

Da http://www.reggio24ore.com

L’atteso debutto televisivo di Roberto Saviano in un programma tutto suo ha suscitato, sia prima che dopo, un vespaio di polemiche e critiche di varia natura. Su quelle di una prima tipologia, tipiche manifestazioni di una tv pubblica lottizzata e al servizio del capetto di turno, dove si cerca semplicemente di tappar la bocca alle voci scomode, c’è poco da dire. Alla seconda tipologia vorrei invece dedicare questo intervento.

Si tratta delle critiche rivolte a Saviano non da un Maroni o da un Masi qualsiasi, dai “nemici” dai quali ce le si aspetta, ma quelle levatesi da alcuni dai quali i più si aspettavano grida di gioia ed emozione per lo scrittore napoletano in tv, ossia Beppe Grillo e Marco Travaglio. Entrambi, lungi dall’esprimersi contro la performance di Saviano, hanno mosso alcune osservazioni al programma che, condivisibili o meno, sono comunque del tutto legittime e, soprattutto, fondate. (Anche se la fondatezza non deve automaticamente portare a condividerle, potrebbe benissimo darsi che, anche se la critica è fondata, si basi comunque su questioni che non si ritengono abbastanza importanti da giustificarla).

Travaglio dopo la prima puntata di Vieni via con me ha detto di aspettarsi di più da Saviano, che faccia i nomi e metta in imbarazzo qualcuno come si deve: “Da Saviano ci si attende che parli dei vivi, non dei morti”. Grillo pure: “Saviano, che per carità è bravissimo, qualche nome lo deve pur fare” e ha anche ricordato che il programma è prodotto dalla Endemol, società di Berlusconi, e che quindi ogni punto share del programma è un soldo in più che gli entra in tasca.

Si tratta entrambe di affermazioni fondate, perché è vero che Saviano non ha fatto nomi dei politici collusi (o qualcuno ne ha uditi?) ed è vero che il suo programma è prodotto da Endemol (o qualcuno può smentirlo?). Nessuno di questi è ne un crimine ne una vergogna, ma è solo un dato di fatto.

La marea di commenti comparsi sul web da parte dei fan di Saviano è stata tuttavia come un fiume in piena che ha ricoperto Grillo e Travaglio di attacchi e insulti, oltre ai tradizionali jolly che sono le accuse di fare il gioco di Berlusconi. Il che è poi anche abbastanza divertente se consideriamo che Saviano, Grillo e Travaglio condividono gran parte dei rispettivi fan, zoccolo duro e puro dell’antiberlusconismo senza se e senza ma (e chi scrive è sostenitore di tutti e tre infatti).

Tolti coloro che cercavano facili pretesti per attaccare l’uno o l’altro, credo che i più siano partiti alla carica gridando alla lesa maestà senza fermarsi un attimo a riflettere. Ne Grillo ne Travaglio sono nemici di Saviano, ma ne Grillo ne Travaglio sono paggetti che devono lanciarsi in inchini e salamelecchi ad ogni sua parola.

“Perché vi arrabbiate se Grillo attacca Saviano?” Si chiede retoricamente Beatrice Borromeo sul sito del Fatto Quotidiano, e la spiegazione che si da è quella giusta a mio avviso: la gente vede in persone come queste l’unica vera opposizione efficace a B. e alla sua cricca e tende quindi a credere che l’uno sia intercambiabile all’altro e che debbano esser bandite le diversità di vedute. Perciò ogni critica interna diventa un mezzo tradimento (leggere il livore di certi commenti per accorgersene) da condannare a prescindere.

Questo atteggiamento fa male. Non solo perché credere di poter imbarcar tutto e il contrario di tutto per far numero e levare B. di mezzo sia una pessima idea, e la lezione dell’ultimo Governo Prodi a molti non ha purtroppo insegnato niente, ma anche e soprattutto perché è segno di dogmatismo, di devozione assoluta dell’uomo della strada davanti alla pur grandezza di Saviano, o di Travaglio, o di Grillo, o del “leader” di turno. Ma nessuno di costoro è superuomo infallibile e nessuno di essi è esente da critiche.

Molto stupido è il lettore di Gomorra yesman di Saviano, molto stupido è il lettore del Fatto yesman di Travaglio, molto stupido è il grillino yesman di Grillo. C’è differenza tra il cantare “meno male che Silvio c’è” e “meno male che tizio c’è”?

Ripeto, le critiche rivolte a Saviano possono esser condivise o meno, e le si può contestare nel merito quanto si vuole, e tanto meglio se le si smonta da capo a coda, ma è stupido prendersela perché sono state pronunciate da persone che stanno dalla stessa parte.

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