Gara dura a Milano

Sarà una gara dura.

È Mattia Calise il portavoce – candidato sindaco del Movimento 5 Stelle a Milano, scelto tra gli altri per portare anche nel capoluogo lombardo un po’ di normalità nel Palazzo.

Contro di lui una città ostile, prima craxiana e ora berlusconiana, gli apparati, enormi, di partiti sclerotizzati senza idee ma pieni di denaro, caste politiche che si mantengono al potere tramite la cementificazione del territorio, alleanze clientelari con Comunione e Fatturazione e occhi semi chiusi sulle infiltrazioni della criminalità organizzata. I media, impegnati a portar acqua al mulino di Moratti o Pisapia, a seconda di chi detta legge in redazione, probabilmente non lo degneranno ne di uno sguardo ne di una riga, avrà solo il web, il passaparola e qualche decina di volontari a sostenere la campagna elettorale.

20 anni e con le esperienze politiche che si possono avere a quell’età – una campagna elettorale a Segrate e le elezioni studentesche (non tutti sono Trota) – Calise è stato scelto tra nove candidati per portare le 5 stelle del Movimento – web, ambiente, rifiuti zero, mobilità e acqua pubblica – in una città come Milano. Che si prepara a regger all’impatto delle vagonate di cemento targati Expo, delle mafie attirate dai ricchi appalti e dell’esplosione di clientelismo sfacciato che accompagnerà l’evento.

La Moratti, che oltre ad una condanna della Corte dei Conti per la facilità con cui assumeva amici e colleghi di partito tramite incarichi esterni per il Comune, vanta quello che forse è il record negativo di presenze in Consiglio Comunale, appena il 5% nel 2009, e il candidato Pd, Pisapia, saranno i suoi avversari. Potrebbero tentare di farlo a pezzi con la loro potenza di fuoco mediatica e organizzativa, o alla meglio di escluderlo completamente dallo spazio pubblico. Tuttavia sarà uno confronto generazionale e culturale prima che politico, due politici di professione da anni ai massimi livelli contro un universitario ultimo arrivato nell’agorà, armato di tanto entusiasmo quanto di denaro i primi due. Un po’ Davide contro Golia.

I grilli milanesi ce la faranno, su questo ho pochi dubbi, perché partono da risultati che fanno ben sperare: alle scorse regionali il 3,42% dei milanesi ha già dato fiducia alle 5 Stelle e da allora non sono certo calati.

Di certo non vincerà. Non sarà il nuovo sindaco di Milano ma non è un problema, perché l’obbiettivo è lo stesso delle elezioni precedenti, che in Emilia Romagna hanno mandato decine di consiglieri nei comuni: portarne uno dentro. Ne basta uno perché con lui entrino i molti cittadini che ci avranno creduto e che lavoreranno con lui. Si tratta di cittadini che vogliono riappropriarsi di quello che è loro, di farla finita con le deleghe in bianco a partiti che si sono rivelati uffici di collocamento e società per azioni.

Attenzione alla trasparenza e alla responsabilità verso i cittadini (il politico torna ad essere un dipendente), tolleranza zero verso lobby che vedono la città come cosa loro, ricerca di nuove forme di coinvolgimento dal basso dei cittadini e democrazia elettronica sono le altre proposte che da anni il movimento nato attorno a Grillo diffonde per il paese. Ora tocca a Milano, e sarà una gara dura.

da http://www.reggio24ore.com

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Una risposta a Gara dura a Milano

  1. Alberto ha detto:

    Un po’ provocatoria come scelta forse, ma sicuramente darà una bella scossa ad una campagna elettorale tra cariatidi altrimenti soffocante e pallosa.

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