A votare, in ogni caso

Il governicchio ha fatto apparente marcia indietro sul nucleare. I casi sono due: o, per un qualsiasi motivo, che sia la paura della disfatta referendaria o un onesto convincimento della stupidità del ritorno all’atomo, hanno deciso di metterci una pietra sopra, o si tratta solo di un bluff da tenere in piedi sino al giorno dopo il referendum, per tentare di boicottarlo eliminando uno dei principali incentivi al recarsi al voto.

Escludendo che abbiano capito qualcosa su quale sarà l’energia del futuro, non resta che la sfiducia totale nei confronti del tardivo dietro front. Se non ci fosse stata Fukushima, che in pochi giorni ci ha fatto rivivere l’incubo di Chernobyl, anche a chi non aveva potuto viverlo davvero per motivi anagrafici, B. e soci avrebbero rinunciato? La potentissima lobby del nucleare, da quel fantoccio sostenuto dalle multinazionali che è il cosiddetto forum nucleare italiano dietro il quale si nasconde fior di conflitto d’interessi, al Veronesi di turno e alla solita informazione scientifica aggiustata su misura, ai noti rapporti tra l’industria nucleare francese e la politica nostrana, senza dimenticare un posticino per la corrente notoriamente nuclearista del presunto partito antinuclearista noto come PD, ingoierà il rospo e si metterà il cuore in pace? O è più probabile che l’uscita del Governo arrivi solo dopo il raggiungimento di un’intesa tra politica e lobby?

Trovo difficile pensare che le parti in campo, coi miliardi di euro in gioco e gli investimenti già preventivati o già partiti, possano permettere che tutto vada in fumo solo perchè Berlusconi ha paura di rimaner fregato al referendum di giugno. Quasi certo quindi, come scrivevo in apertura, che la rinuncia al nucleare sia solo un trucco per mandare a monte il referendum, calmare le acque per qualche tempo e ritornare alla carica in futuro, quando il livello d’attenzione dell’opinione pubbica sarà inevitabilmente sceso.

Perciò rimane indispensabile andare a votare si al referendum sul nucleare del 12 e 13 giugno, senza badare alle messe in scena del Governo e a qualunque altra buffonata che la lobby nuclearista si inventerà da qui ad allora.

VOTA SI! DI NO AL NUCLEARE!

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