Incozzati

Soli e ignorati dall’informazione che conta, i sostenitori del Movimento 5 Stelle hanno sfilato davanti a Montecitorio in un sabato romano caldo al limite dell’intollerabile e hanno deposto una cozza sotto le finestre chiuse. Gli occupanti del palazzo le troveranno lunedì, se nel frattempo gli spazzini non avranno fatto piazza pulita.

La cozza è una metafora. Vive attaccata agli scogli come i parlamentari vivono avvinghiati alle poltrone, alle prebende e ai privilegi. Una cozza per ognuno è stato il regalo deposto in mezzo alla piazza da migliaia di cittadini indignati e sul guscio di ognuna il nome del parlamentare preferito, quello che vorresti veder giù dalla torre più degli altri

Le cozze di sabato come le monete contro Craxi. Esprimono la stessa rabbia e indignazione verso chi crede di potersi permettere tutto pensando che vincere un’elezione equivalga a ricevere l’unzione divina, con la differenza che, se ieri il bersaglio delle monete era stato uno solo, oggi sarebbero stati troppi e troppo costoso il tiro al bersaglio. Meglio le cozze allora (chi scrive aveva proposto di comprarle direttamente al mitico ristorante del Senato, per risparmiare ancora di più…)

Eravamo incozzati, perché cadeva nel silenzio generale il quarto anniversario del primo V-day, l’evento col quale gli Amici di Beppe Grillo salirono alla ribalta, si contarono per la prima volta e mostrarono la loro forza che, fino ad allora, pochi avevano sospettato potesse risiedere in un gruppo di persone che si conoscevano solamente on line. Arrivarono 350.000 firme in un sol giorno per la proposta di legge Parlamento Pulito che sabato reclamavamo: via i condannati dal Parlamento, limite di due mandati, ritorno alla preferenza diretta sulla scheda elettorale.

Tre proposte di buon senso e irrinunciabili per cominciare a smantellare l’oligarchia arrogante e autoreferenziale che ha da decenni infettato e occupato ogni ganglio, ogni fessura della politica e della società. Tre proposte che dal 2007 dormono in un cassetto da qualche parte, chiuso a chiave e mai riaperto. Non sono mai state messe in discussione in Senato, 350.000 cittadini non bastano a convincere un solo partito ad interessarsi di qualcosa.

Al 2008 (ultimo Governo Berlusconi) questo era l’identikit del Parlamento:

– Condannati in via definitiva: 17
– imputati, prescritti, condannati fino al secondo grado: 70

Si parla di reati come:
corruzione, finanziamento illecito, truffa, abuso d’ufficio, falso, bancarotta fraudolenta, turbativa d’asta, associazione per delinquere, falso in bilancio, attentato a Costituzione, concussione, favoreggiamento e frode fiscale, diffamazione, corruzione giudiziaria, peculato, estorsione, abuso edilizio, aggiotaggio, calunnia, plagio, adulterazione di vini. Poi viene il meglio del meglio: banda armata, omicidio, associazione sovversiva, favoreggiamento mafioso, percosse, istigazione a delinquere, incendio e fabbricazione di esplosivi.
(fonte: http://www.beppegrillo.it/documenti/parlamento_pulito_2008.pdf)

Più che un Parlamento sembra Alcatraz, Totò Riina hanno minacciato di punirlo togliendolo dall’isolamento per metterlo in cella doppia con un parlamentare. Come non solidarizzare con il fiacco cordone di polizia che ci separava da Montecitorio, quando probabilmente ognuno degli agenti avrebbe preferito rivolger petto, sfollagente e manette dietro di se, verso la questa accozzaglia?

Questi 87 signori sono persone chiamate a far leggi che altri dovranno rispettare. Vi fidereste di una legge contro la corruzione fatta da uno che deve la salvezza ad una mazzetta? Di una lotta contro l’evasione fiscale da un mago delle società off-shore? Di un impegno per la legalità da un tizio in combutta con la Camorra?

E poi questo “chiamati”… Chiamati da chi? I nomi di coloro che entreranno in Parlamento vengono scelti prima delle elezioni da 5 o 6 segretari di partito che compilano le liste elettorali, sono loro a scegliere chi sarà eletto e chi no, con solo un piccolo margine d’imprevisto dovuto al variare delle percentuali di voto. Chi tra loro può spacciarsi per eletto dal popolo?

Qualcuno dice che le liste bloccate servono per mettere ricchi e poveri sullo stesso piano, eliminando le costosissime campagne elettorali personali. Sarà, ma intanto hanno reso la vita più facile a quelli che nella politica cercavano la via per una facile carriera: non serve neanche più comprare la fedeltà delle clientele elettorali, basta pagare una sola persona per garantirsi il posto alto in lista.

Eravamo completamente soli. Non un solo partito o associazione ha aderito, nemmeno quelli che oggi parlano di firme per reintrodurre la preferenza, ma che hanno ignorato per anni questa proposta di legge. Dato che oggi si affaticano a raccogliere firme vorrei chiedergli: perché non vi risparmiate la fatica e lavoriamo insieme per Parlamento pulito? Perché fermarsi alla preferenza diretta, forse perché qualche leader sarebbe fatto fuori dal limite di due mandati?

Nemmeno quel che resta del Popolo Viola, poco rispetto ai fasti del no-b day, si è fatto vivo, nonostante si trovasse a Roma per un’altra manifestazione. Non pervenuti anche questi famosi “indignados” italiani che pure si trovavano nei paraggi. Presente solo Gaetano, che staziona li da 100 giorni. Fa lo sciopero della fame contro l’arroganza della Casta.

PS. Nota umoristica: l’organizzazione riserva come sempre sorprese, il gruppo dei reggiani, parmigiani e modenesi, dopo 10 minuti nella capitale e un flash mob in Piazza Spagna già non sapeva più dove dirigersi. Ma a che servono tutti questi cellulari che si collegano a internet poi?

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