Il voto, il BOOM, il futuro e Tavolazzi

Sono passate anche queste elezioni e, ballottaggi a parte che forse riserveranno sorprese ancora maggiori, il Movimento 5 Stelle ha fatto boom. Un boom assordante, soprattutto per quelli che fingono di non averlo sentito o che forse, frastornati come sono rimasti, l’hanno rimosso davvero. Il Movimento ha raggiunto risultati incredibili fino a pochissimi anni fa: è arrivato il primo sindaco e chissà che tra due settimane a Parma non si aggiunga il secondo, ha fatto impallidire i già brillanti risultati ottenuti nelle elezioni precedenti, è andato forte quasi ovunque indipendentemente dal risultato degli avversari e dal loro colore, è andato bene anche al sud, da sempre punto debole, con il buon risultato di Palermo. Anche se pare non sia stato sufficiente per avere un posto in consiglio comunale, il candidato sindaco a 5 stelle ha raccolto il maggior numero di preferenze in quella città.

Su facebook mi è capitato di rivedere una foto di gruppo vecchia di un anno o forse più con tutti i consiglieri del Movimento eletti in giro per lo stivale, erano diverse decine che stavano partecipando ad una riunione a Milano (tra i quali anche chi scrive). Alla prossima riunione saranno centinaia e diventerà un problema prenderli tutti in un solo scatto.

Finalmente vedremo un sindaco a 5 stelle alla prova dei fatti in quel di Sarego. Idee e programmi movimentisti sono noti da tempo, ora c’è la possibilità di trasformarli in pratica. Sarà anche un’ottima occasione per capire cosa può mancare nelle proposte, cosa è stato trascurato e cosa non si conosce ancora del funzionamento della macchina pubblica.

Sul web e sulla stampa i commenti al voto si sprecano ma per lo più ribadiscono le solite banalità: forza con la quale bisogna fare i conti, è antipolitica, no è politica vera, chiaro messaggio alla Casta e via cosi. Pochissimi spiccano per serietà, altri sono grotteschi e la dicono lunga su chi li esprime. Basti vedere i soliti insopportabili personaggi alla Vendola, che non ha mai lesinato con gli insulti ad alzo zero contro il Movimento, fare un salto indietro e chiedere  per esso il rispetto che è stato il primo a non avergli mai riconosciuto.

La festa e la baldoria per il boom non devono però far passare in secondo piano le faccende in sospeso e le magagne. La crescita del Movimento rende ancora più pressante la questione, mai risolta e a dire il vero mai neanche affrontata seriamente, della democrazia interna. La cacciata di Valentino Tavolazzi e di Progetto per Ferrara, messi alla berlina senza colpa alcuna e addirittura la successiva negazione di una loro passata appartenenza al Movimento, deve ancora essere risolta, possibilmente con tanto di scuse da parte di chi ha torto.

Ma Grillo non è l’unico a dover riflettere. Nessuna lista ha preso ufficialmente, se ben ricordo, le difese di Tavolazzi. Lo hanno fatto, e sono stati tanti, i singoli sostenitori, ma credo sia grave che un gruppo che è qualcosa come la terza forza in Italia non sia stato pronto, all’occasione, a prender le difese di un suo membro.

 

PS: in realtà un pugno di liste, tra le quali quella di Cento, prese le difese di Tavolazzi, ma furono, appunto, un pugno di liste.

 

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