Sul cadavere di Pizzarotti

Mio nuovo post su http://www.24emilia.com, pubblicato i l 24 settembre.

“Se vogliono accendere il forno dovranno passare sul cadavere di Pizzarotti”, ha gridato spiritosamente Beppe Grillo dal palco in piazza della Pace, strappando alla piccola folla raccolta sotto il sole battente o all’ombra della Pilotta la risata più fragorosa del pomeriggio.


Come a dire: nulla lasceremo d’intentato pur d’impedire che la capitale della Food Valley, terra del parmigiano, del prosciutto, della Barilla, si ritrovi come biglietto da visita, a far bella mostra di sé all’uscita dell’autostrada, la ciminiera dell’inceneritore di Ugozzolo.

A Dies Iren, la manifestazione organizzata dai 5 Stelle parmensi sabato 23 settembre, è proseguita la “battaglia” per la ricerca di una soluzione che permetta di non accendere l’impianto senza causare un nuovo baratro nei conti del comune ducale, già devastato da anni d’incompetenza e malaffare. Ricerca di una soluzione che costituisce, tutt’oggi, la maggior sfida non solo per “Pizza”, la sua giunta e i suoi consiglieri, ma per tutto il Movimento che, sebbene incolpevole della scelta di puntare su una tecnologia obsoleta, antiecologica e dai costi esorbitanti, rischia di pagare il prezzo maggiore, politicamente parlando, dall’accensione del forno i cui costi – dati della stessa Iren – ricadrebbero sui cittadini d’oltre Enza attraverso la più costosa tariffa per i rifiuti della nostra regione: 168 € a tonnellata contro una media di 110 nelle altre province emiliane.

Nell’attesa di questa soluzione, l’assessor Folli prendeva la parola per ricordare quali siano i sistemi alternativi sul piatto, annunciando che a breve spariranno i cassonetti dalle strade dei primi quartieri di Parma per avviarvi la raccolta differenziata porta a porta spinta, con il naturale obiettivo di estenderla in seguito a tutta la città. Intanto, i privati interessati possono farsi avanti e proporre impianti alternativi all’inceneritore per smaltire il “raccolto”.

Noi reggiani potremmo anche illuderci, dicendoci di lasciar Parma ai suoi problemi per pensare ai nostri, ma questo pure volendoci illudere è anche un nostro problema. Tra i tanti interventi succedutisi dal palco il più importante, per questo lato dell’Enza, penso sia stato quello del dottor Manrico Guerra (Medici per l’Ambiente) che, citando diversi studi medici, ha ricordato ai presenti come le sostanze tossiche prodotte dalla combustione dei rifiuti si diffondano nell’ambiente provocando notevoli aumenti di casi di neoplasie e anomalie fetali nella popolazione residente nei dintorni di un impianto.

Si noti bene: che si diffondono, non che rimangono li.

A Reggio è ora di capire che Parma non è sulla Luna e che non sarà l’Enza a fermare i veleni che esalerà quella ciminiera all’uscita dell’autostrada. Le polveri sottili del fu impianto di Cavazzoli sono arrivate sulla testa dei parmigiani ieri, le polveri di quello di Ugozzolo arriveranno sulle nostre domani. Chiamarsene fuori fingendo che la scelta riguardi solo i nostri vicini è da stupidi tanto quanto credere che una frana non cada verso il basso. Non è possibile che ci sia chi, nella nostra città, si dichiari anti-inceneritorista e se ne lavi le mani perché questo impianto sarà avviato poco più in là. O, forse, a Reggio in molti si sono finti ecologisti solo per una questione di nimby?

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