Manganello facile?

Dalla rubrica su 24emilia.com

Le immagini mandate in onda dalla trasmissione di Rai Tre “Chi l’ha visto”, che mostrano uomini delle forze dell’ordine prelevare a forza e trascinare un decenne all’interno di un’automobile, afferrandolo per piedi e spalle mentre un familiare cerca disperatamente di opporsi (oltre a un memorabile “io sono ispettore di polizia, lei non è nessuno”), hanno rapidamente fatto il giro del web e l’incredibile evento è oggi sulle prime pagine di molti quotidiani. Pressoché unanime è fino ad ora lo sdegno creato, a partire dalle autorità fino agli anonimi commentatori che in calce agli articoli online gridano la propria rabbia contro gli autori del fatto.


A prescindere dal merito della questione, perché non sta né ai poliziotti né tantomeno all’opinione pubblica stabilire se le scelte dei giudici rispetto alla situazione familiare del bambino siano giuste o no, questo episodio non contribuirà certo a rinsaldare la fiducia di buona parte del paese nei confronti dei tutori dell’ordine, fiducia che, nell’ultimo decennio, è stata più volte scossa da episodi ben più drammatici.

È di pochi mesi fa la sentenza finale della Cassazione sui fatti della Diaz che ha definitivamente condannato i responsabili dell’assalto e delle violenze arbitrarie che ne seguirono, o almeno parte di essi. A quei giorni di arbitrio e depistaggi (come dimenticare le bottiglie molotov portate all’interno della scuola dagli agenti stessi per costruire prove contro coloro che li avevano trovato riparo?) e alle successive promozioni di alcuni dei protagonisti si sono poi andati ad aggiungere diversi e non ancora chiariti casi di persone misteriosamente uscite morte dalle questure o dalle carceri nelle quali erano entrate vive e vegete.

Non si sa ancora quale sia la verità su Stefano Cucchi, il trentunenne romano morto (coperto di lividi) pochi giorni dopo l’arresto per possesso di droga, né cosa abbia portato al decesso di Aldo Bianzino, il falegname che aveva coltivato marijuana nell’orto, caso archiviato senza risposte. È invece stata scritta, finalmente, la parola fine al caso di omicidio – adesso lo si può chiamare per quello che è stato – di Federico Aldrovandi, con la condanna dei quattro poliziotti che ne incrociarono la strada la notte del 25 settembre 2005.

E che dire delle numerose manifestazioni di piazza finite a suon di manganelli abbattutisi anche su chi non aveva alzato un dito? Inevitabili conseguenze dovute alla confusione degli scontri di strada o deliberati pestaggi dovuti spesso alla fede nell’impunità e nell’insabbiamento?

Punta dell’iceberg o episodi isolati? Siamo di fronte a una preoccupante e continua realtà di abusi di potere da parte delle forze dell’ordine in Italia (come più o meno è opinione di buona parte dei commentatori online di cui parlavo poche righe sopra) o solo agli eccessi di schegge impazzite, singoli esponenti che infangano il lavoro di tutti i colleghi perbene scambiando la propria divisa da poliziotti e carabinieri per un costume da giustizieri solitari?

Questo post si è allontanato ormai molto dall’argomento iniziale, voglio concluderlo riproponendo una proposta, già a suo tempo avanzata da Beppe Grillo e, immagino, anche da altri: introdurre in Italia il codice identificativo sui caschi degli agenti impegnati nel controllo delle manifestazioni, come in uso in molte nazioni. Contribuirebbe a levare da certe teste l’idea di non essere chiamati a rispondere delle proprie azioni?

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...