Intervista a Choose4europe

Mia intervista pubblicata sul sito www.choose4europe.com

PS stasera sarò a Faenza per una tappa della campagna elettorale europea

D:Cosa dovrebbe fare l’Unione Europea rispetto alle drammatiche difficoltà della Grecia?

R: Le scelte dell’Unione per “aiutare” la Grecia stanno portando alla devastazione di una generazione. Le politiche dell’austerity, oltre ad avere un effetto disastroso sulla ripresa economica, ricadono interamente sulle spalle della popolazione. Uno degli slogan con i quali il M5S si è presentato alle scorse elezioni politiche era “nessuno deve rimanere indietro”, perché dalla crisi si esce tutti assieme, oppure non se ne esce affatto. La UE deve rinunciare a puntare tutto sul controllo dei conti e sull’austerity.

D:I dati sulla disoccupazione in Italia e in Europa sono allarmanti, in particolare rispetto all’occupazione giovanile e femminile. Quali provvedimenti dovrebbe promuovere l’Unione su questo terreno?

R: Partendo sicuramente da un abbandono delle politiche neoliberiste che hanno portato ad una grande precarizzazione mai vista prima nel mondo del lavoro, che ha colpito soprattutto i giovani.
Siamo all’inizio della terza rivoluzione industriale, credo che dovremmo puntare a creare posti di lavoro nello sviluppo di reti di energia rinnovabile, nel recupero dell’agricoltura come generatrice di reddito anche per i giovani, che oggi ne sono praticamente esclusi, e come motore di sviluppo locale. Ricordo inoltre che l’Unione ha a disposizione molte risorse, come i fondi per lo sviluppo regionale FESR e il Fondo Sociale FSE, per stimolare il mercato del lavoro.

D: Quasi tutti i Partiti – italiani ed europei – rivendicano l’importanza strategica del comparto della formazione come volano per superare la crisi economica. Quali misure sosterrebbe se venisse eletto in Parlamento Europeo?

R: Che la formazione sia importante per permettere alle persone un ingresso o un reingresso sul mercato del lavoro non c’è dubbio. Penso che sia necessario però studiare nuovi meccanismi di controllo su come vengono spese le risorse destinate alla formazione, perché troppo spesso si vedono organizzare con fondi UE dei corsi assurdi. Non possiamo permetterci di sprecare denaro. Personalmente ritengo ci sia bisogno di una seria valutazione dell’efficacia della formazione impartita, perchè non si verifichi più che a fronte di un finanziamento di qualche centinaio di migliaia di euro, si ottengano in cambio qualifiche professionali di scarso interesse sul mercato del lavoro, o pochissime assunzioni a fronte di un numero di partecipanti elevato.

D: L’Unione Europea dovrebbe promuovere politiche di promozione dei diritti civili negli Stati membri, in particolare rispetto ai diritti della comunità LGBTQI?

R: Non ho dubbi che l’Unione e gli stati membri debbano impegnarsi in interventi di promozione e sensibilizzazione rispetto non solo alla comunità LGBT ma in favore di tutte le minoranze sociali, etniche, culturali, oggi discriminate.

D: L’Italia, rappresentando uno dei maggiori centri di approdo per immigrati provenienti illegalmente da Paesi economicamente meno sviluppati, ha visto scatenarsi un importante dibattito interno rispetto al ruolo dell’Unione nella gestione dei flussi migratori. Quali politiche in materia di immigrazione dovrebbe assumere l’Unione Europea?

R: Intanto partire da una scelta di campo chiara che non può che essere quella della solidarietà. Premesso questo, personalmente trovo incoerente l’attuale situazione, che vede libertà di circolazione interna all’Unione grazie agli accordi di Schengen, ma non prevede una politica comune per l’immigrazione dall’esterno, col risultato che paesi come il nostro sono pressoché lasciati da soli a gestire crisi umanitarie.
L’Unione dovrebbe accorgersi che se l’Italia o la Spagna fanno parte di essa, allora l’immigrazione clandestina non è una questione che riguarda l’Italia o la Spagna, ma tutta l’Europa. E agire di conseguenza suddividendo l’onere tra i vari stati membri.

D: La crisi economia, politica e sociale del nostro continente ci pone di fronte ad importanti interrogativi rispetto al futuro dell’Unione. Quali scelte deve compiere e a quale prospettiva deve mirare, secondo Lei, l’Unione Europea in questa difficile fase della propria storia?

R: L’Unione deve tornare ad essere una comunità. É necessario puntare ad una maggiore solidarietà e cooperazione tra Paesi che invece, a causa della crisi, tendono spesso a remare in direzioni opposte e quindi automaticamente contro il bene comune.
Vorrei ricordare che uno dei punti del nostro programma è l’adozione degli Eurobond, ossia la messa in comune del debito pubblico dei singoli stati e l’emissione di titoli garantiti da tutti i Paesi membri. Ciò, oltre ad abbassare gli interessi e quindi il costo del debito, costituirebbe una grande operazione di solidarietà tra i paesi europei, superiore credo a qualsiasi altra cosa fatta fino ad ora. Si riveda la risposta che ho dato alla domanda sulla Grecia: dalla crisi si esce assieme, non sacrificando per strada i Paesi più deboli.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in elezioni europee e contrassegnata con , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...